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Caserta: La Reggia del Vanvitelli Stampa

il Progetto
 
All'esterno il palazzo è di una compostezza grave e solenne: caduto il richiamo al castello turrito del primo progetto, s'innalza una reggia moderna, dove nessun ordine sovrastante diminuisce l'importanza monumentale del corpo centrale. Al di fuori del particolare decorativo delle lesene, che variano di numero a seconda che si trovino sulla fronte esterna o su quella verso il parco, le facciate hanno una struttura uguale strettamente connessa alla pianta. I corpi di fabbrica che s'intersecano ad angolo retto prolungano le loro testate un po' oltre la linea perimetrale, dando luogo ad articolazioni accentuate dalle colonnine degli avancorpi. vanvitelli trascura volutamente i portali esterni per non turbare la compattezza dello stilobate e dare risalto ai piani superiori.
 
Carlo di Borbone portò un notevole contributo all'elaborazione del disegno generale, ed ancor di più maria amalia di sassonia, che scelse personalmente stoffe e decori. i sovrani verificarono insieme all'architetto i perimetri primari delle fondamenta, i tracciati dei viali, le piantagioni già messe a dimora. la prima presentazione dei disegni del progetto ai sovrani è descritta da vanvitelli nella lettera al fratello urbano del 22 maggio 1751. nelle intenzioni del progettista, il palazzo doveva avere una facciata di ordine ionico con l'architettura dell'ingresso più grande del resto della fronte per darvi maggiore risalto. nel mezzo, il cortile principale circondato da quattro minori. due magnifiche scale erano poste simmetricamente al cortile centrale.

Una delle invenzioni vanvitelliane più felici consiste nell'uso delle gallerie e dei vestiboli allineati sull'asse dell'edificio e nel compito pratico ed estetico ad essi assegnato, intimamente connesso allo sviluppo della pianta centrale. il sistema di circolazione interna è reso perfetto dai passaggi radiali che collegano i vestiboli ai cortili e dagli androni  che, a loro volta, mettono in comunicazione i cortili fra loro e con l'esterno: un'equilibrata rete di passaggi e di piazzali che permetterà lo svolgersi di parate, balli, sfilate e banchetti senza confusione, ingorghi o incidenti.  
 
I vestiboli sono ottagonali, a peristilio, coperti da calotte che poggiano su colonne; quello centrale è amplissimo e luminoso. alla sua destra, la scala regia; a sinistra, la statua di ercole su di un alto plinto; di fronte, sullo sfondo verde della collina, la cascata scintillante al sole, "obelisco di cristallo ritto sopra la base fantastica disegnata dai nastri bianchi dei viali" (g.chierici, la reggia di caserta, 1930). attraverso gli archi della galleria si vedono i cortili, vasti come piazze, di cui hanno anche la funzione secondo i canoni dell'architettura vanvitelliana: nella reggia di caserta il posto del cortile è preso dalla galleria assiale che offre una prospettiva in profondità, dove i quattro cortili sono pozzi di luce, luoghi di passaggio o di sosta necessari allo svolgimento della vita di corte, penetrazioni della strada nel palazzo, e non più luoghi chiusi interni ad esso.

Tutto il complesso suggerisce un'idea di ordine e simmetria, una sorta di "classicismo di stato" com'era nelle intenzioni di carlo, ma anche una forte compenetrazione tra il potere centrale e l'amministrazione dello stato, tra la corte e i suoi cittadini. appare chiara, e stretta, la concatenazione creata per mezzo della galleria- cannocchiale tra l'edificio e il parco, che costituisce parte integrante della fabbrica: sullo sfondo smeraldo dei prati si stagliano i viali bianchi, la massa degli alberi aperta nel mezzo mostra in lontananza la distesa d'acqua che si modella sulle pendenze del terreno; in questo quadro austero e sobrio, la vigorosa architettura del palazzo appare in tutto il suo valore monumentale, in cui volumi, colori, forme e superfici raggiungono un'insuperabile unità d'espressione.

Destinazioni d'uso
 
l'edificio è a pianta rettangolare, racchiude quattro cortili pure rettangolari, è alto 36 metri ed è composto da cinque piani, oltre ad un sotterraneo ingegnosamente illuminato dalla luce esterna dove erano poste le cucine, le cantine e le officine. Esternamente presenta un basamento a bugnato, due piani adorni di mezze colonne e di lesene scanalate e un ultimo piano circondato da una balaustrata. la facciata principale ha tre ingressi arcuati, 2 porte e 243 finestre; sull'ingresso è posto un nicchione con un'epigrafe a ricordo di carlo e ferdinando.
la facciata che dà sul parco è uguale, ma più ricca, con finestre inquadrate da lesene scanalate.

 

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